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LA FILOSOFIA.

L'Associazione di Iniziativa Civica � stata costituita il 1� luglio 2002 da 220 soci fondatori.

Un gruppo di persone che ha costruito uno spazio culturale libero, laico ed aperto nel quale poter creare le condizioni per un confronto innovativo sullo scenario politico della provincia di Trento.

L'introduzione del nuovo sistema elettorale maggioritario, con l'elezione diretta del Presidente della Provincia, ha ingabbiato degli schieramenti del centro destra e del centro sinistra sensibilit� culturali tra loro molto diverse.

L'azione del governo non pu� che estrinsecarsi attraverso la condivisione da parte delle forze che compongono la coalizione di maggioranza di una serie di obbiettivi a forte rilevanza strategica.

Per converso l'azione delle forze di minoranza dovrebbe essere declinata nell'ottica di proporre schemi alternativi di governo.

Purtroppo l'artificiosa divisione, imposta dal sistema elettorale in due schieramenti tra loro contrapposti, spesso impedisce sia da una parte che dall'altra di provare le ragione di una convergenza vera.

E condividere un obbiettivo non significa soltanto individuare uno o pi� risultati specifici sulla quale lavorare per il loro raggiungimento significa anche condividere da un punto di vista etico gli obbiettivi di fondo su cui voler lavorare per il perseguimento di un progetto di sviluppo socio economico di un territorio.

Lo schema elettorale antepone a tutto le ragioni della vittoria sullo schieramento contrapposto; e quindi si creano spesso contrasti di fondo che derivano dalla mancanza di una visione comune sullo sviluppo del territorio.

Il Trentino ha goduto di una crescita elevata a partire dal secondo dopo guerra perch� i partiti e gli ambienti culturali che intervenivano sul governo erano animati da una visione comune.

Dopo la crisi del 92', e la divisione della politica in due blocchi le ragioni della condivisione si sono prevalentemente basate sull'obbiettivo della vittoria e non pi� sulla condivisione della filosofia di crescita.

I contrasti duraturi emersi all'interno delle varie coalizioni di maggioranza sulla mobilit�, sulla sanit�, sullo sviluppo economico, sulle riforme istituzionali e su altri importanti capitoli confermano questa lettura.

AIC ha l'ambizione di diventare un luogo aperto nel quale cercare di riportare a confronto e magari a sintesi, quelle voci politiche e culturali tra loro simili e che oggi si trovano divise dall'appartenenza di coalizione.

Per questa ragione lo spirito che anima il gruppo dei fondatori e delle persone che hanno successivamente aderito � quello di lasciare spazio al proprio interno a tutte quelle voci, cattoliche, moderate, laiche ed autonomiste che potranno in prospettiva costruire un progetto comune da mettere al servizio del Trentino.

� con questo animo che la partecipazione alla vita associativa � lasciata aperta a tutti coloro che condividono questo spirito, che sono animati da questa esigenza e che desiderano collaborare nella prospettiva di costruire un sistema politico pi� adatto ad interpretare i bisogni espressi dal territorio.


1. Ritrovare il gusto di promuovere lo sviluppo.

• L'abitudine del dividere "le spoglie"

La crescita di questi anni ha impegnato il Trentino in una complessa azione di continua ripartizione di risorse e di possibilit�. L'esigenza di fare esercizio di ripartizione ha per� fatto dimenticare l'esercizio altrettanto importante di promuovere lo sviluppo.

• Far evolvere gli interessi di parte

Non va dimenticato che questo nuovo equilibrio va costruito sul delicato rapporto tra interessi generali ed interessi particolari.
Questi ultimi sono enormemente cresciuti ed hanno bisogno di essere riconosciuti, ma anche ricondotti ad un disegno complessivo e pi� ampio.

• Praticare l'oculatezza e la trasparenza

Serve oggi rinegoziare il rapporto politica - societ� sulla base di una recuperata trasparenza dei meccanismi e della responsabilit�, di un'oculatezza nell'impiego delle risorse, di una ritrovata autorevolezza di tutti i soggetti in gioco, siano essi appartenenti all'ambito politico, a quello istituzionale o a quello della societ� civile.


2. Partire dalla societ� civile per il rilancio della politica.

• Uscire dal ripiegamento

L'esigenza pi� evidente oggi � quella di far uscire la politica dal ripiegamento su se stessa, in cui corre il rischio di rimanere sterilmente intrappolata. Per ridare vitalit� nuova alla politica occorre partire dalla societ� civile al fine di comprendere i bisogni, le attese, le speranze di un Trentino che � cresciuto ma che oggi chiede di essere ascoltato e reinterpretato.

• Favorire la ricomposizione sociale

La ricchezza di interessi e di idee presenti nella societ� trentina corre il rischio di generare una grande frammentazione che � necessario contenere ritrovando forme di ricomposizione e di sintesi. "Fare ascolto" della societ� non significa dunque registrarne passivamente gli umori. Significa al contrario favorire tutte quelle forme di aggregazione e di mediazione degli interessi, in grado di trasmettere alla politica le esigenze sempre nuove che dalla stessa societ� emergono.

• Far crescere la corresponsabilit�

Solo in questo modo anche alla politica sar� permesso di ritrarsi, come da molte parti si auspica, perch� la societ� civile autonomamente e responsabilmente avanzi, assumendosi non solo il ruolo di portavoce di bisogni e di diritti, bens� anche l'onere delle risposte che ne conseguono.


3. Costruire l'autonomia del terzo Statuto

• Aprire un nuovo ciclo

Una fase si � ormai compiuta: con la norma transitoria , le recenti modifiche costituzionali e il progetto di terzo Statuto si apre anche per la nostra autonomia un ciclo nuovo. Ci� significa ripartire dalla realt� di oggi (cresciuta e pi� complessa) per riesaminare le componenti istituzionali (da completare o da trasformare).

• Passare dall'autonomia alle autonomie

Riaprire una fase nuova per l'autonomia vuol dire oggi ipotizzare un significativo riequilibrio tra ruolo della Provincia e ruolo degli altri soggetti pubblici (Comuni, Comprensori) e privati. Alla societ� cresciuta serve un'autonomia cresciuta in cui vengono maggiormente condivisi i poteri d'iniziativa e le responsabilit�.

• Riconnettere il Trentino con il resto del mondo.

L'autonomia per quanto forte e dotata di risorse non pu� prescindere dai rapporti con le dimensioni extra provinciali: dalle regioni limitrofe all'ambito nazionale; dall'Europa alla dimensione planetaria. Cos� come l'economia locale deve reggere la sfida della globalizzazione, le istituzioni debbono saper giocare una partita aperta a tutti gli ambiti che oggi interagiscono con le dimensioni di Governo e di gestione della cosa pubblica.

 



 
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